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    Padova Carrarese

    L'itinerario si snoda per tutta la città, da nord a sud, toccando i principali luoghi legati all'epopea Carrarese.

    In campo artistico, nel Trecento, Padova aveva superato ogni altra città italiana per la quantità di superfici affrescate, per la qualità delle formidabili equipe al lavoro all'interno delle sue chiese e per la sensibilità culturale della sua Corte, frequentata tra gli altri da Francesco Petrarca. Nel 1318 con Giacomo da Carrara inizia l'ascesa politica della famiglia. I Signori da Carrara saranno proclamati Principi e nel secolo del loro dominio si impegneranno a dare alla città un aspetto moderno, vivace ed elegante facendola diventare una delle capitali principali del Trecento europeo.

    Si parte dalla Chiesa degli Eremitani con i  Mausolei di Ubertino e Jacopo da Carrara. I due monumenti sepolcrali provengono dalla demolita chiesa di S. Agostino e sono opera di Andriolo de’ Santi e collaboratori. Sotto il mausoleo di Jacopo si legge l’epigrafe latina dettata da Francesco Petrarca in onore del suo caro amico e benefattore carrarese. Accanto alla chiesa sorge il complesso dell'ex monastero degli Eremitani che oggi ospita i Musei Civici, dove si conservano importanti memorie Carraresi, come la splendida serie degli Angeli dipinti da Guariento di Arpo, primo pittore di corte dei da Carrara, per la decorazione della Cappella della Reggia Carrarese.  Adiacente ai Musei è la Cappella degli Scrovegni, capolavoro di Giotto. Infine presso i musei di Palazzo Zuckermann è possibile osservare monete carraresi.

    Ci si sposta verso il cuore della città passando di fronte a Palazzo Bo, prestigiosa sede storica dell'Università di Padova. I Carraresi protessero l'Università e non ne intaccarono gli statuti di autonomia e di libertà, favorirono l'afflusso di studenti da tutta Europa e chiamarono ad insegnare i migliori docenti. Nel 1363 ottennero con Bolla di Papa Urbano V l'istituzione della facoltà di Teologia, che allora esisteva solo alla Sorbona e a Bologna. Si giunge quindi a Palazzo della Ragione, cuore della vita cittadina da oltre 800 anni. Tra le altre eccellenze di questo palazzo, un ciclo pittorico di Giotto basato sulle teorie astrologiche di Pietro D'Abano.

    Da Palazzo della Ragione sono sufficienti pochi passi per raggiungere Piazza dei Signori, uno degli spazi più suggestivi e vitali di Padova, è così chiamata perché qui sorgeva il "Palazzo della Signoria", la Reggia dei Carraresi. La piazza si adattava meravigliosamente alle riunioni e al passeggio dei nobili. Qui si facevano le giostre, i tornei e al giovedì grasso si rappresentava la caccia al toro. Sul lato ovest sorge il Palazzo del Capitanio, con la Torre dell'Orologio per il cui portico si sbocca in Corte Capitaniato e nella vicina omonima piazza, dove sorgeva la Reggia dei Carraresi.

    La Reggia Carrarese, residenza dei Signori di Padova, venne edificata da Ubertino da Carrara a partire dal 1338. Essa impresse un nuovo particolare sviluppo, moderno ed elegante, alla parte occidentale della città e costituiva una vera e propria insula nella città, degna dimora destinata ad ospitare la sfarzosa corte Carrarese. La Reggia  fu subito arricchita da cortili interni, orti e giardini, da tre grandi sale di rappresentanza, e da tutta una serie di ambienti di servizio.  Oggi di tanta magnificenza restano poche testimonianze: del palazzo nuovo, la sala degli Uomini Illustri (nota come Sala dei Giganti), del palazzo vecchio si è salvato il portico doppio (noto come la Loggia dell'Accademia), e poco altro, conservato in altri musei o palazzi della città.

    Dal Duomo percorrendo via S. Gregorio Barbarigo si giunge in pochi minuti a la Specola, già Torlonga del Castello Carrarese, trasformata in Osservatorio Astronomico nel XVIII sec., un unico straordinario monumento che racchiude quasi mille anni di storia padovana e 250 anni di astronomia. Da Piazza del Santo, tornando verso il centro storico, all’incrocio con via S. Francesco ci si trova di fronte a Palazzo Zabarella, nel Trecento dimora carrarese e oggi sede prestigiosa sede di mostre.

    A poca distanza la Basilica del Santo. Nonostante Fina BuzzaccariniFrancesco I Da Carrara avessero eletto il Battistero della Cattedrale quale luogo privilegiato per diventare mausoleo di famiglia, la potenza dei Signori di Padova si rivela chiaramente anche nella Basilica del Santo. Francesco il Vecchio e i suoi massimi dignitari sono ritratti in tutti i principali cicli affrescati trecenteschi tuttora esistenti all'interno della basilica.

    Di epoca carrarese fu, in ordine cronologico, la terza cerchia di mura cittadine. Interamente demolita nella prima metà del Cinquecento venne sostituita dalla nuova cinta bastionata di epoca veneziana, che ne seguì a grandi linee l'andamento. Rimangono di epoca carrarese: un breve tratto del ramo delle Acquette delle mura intermedie, la torre, un tratto di muro della cinta della cittadella vecchia, la torre della Catena, un piccolo tratto del recinto della porta della Saracinesca, oltre a poche vestigia di incerta lettura o all'interno di edifici.

    Rimane inoltre il castello, nella forma, seppur mutila, che acquisì in epoca carrarese, e rimangono poche ma significative tracce dell'antica magnificenza della reggia dei signori Da Carrara, come pure del traghetto, il lungo viadotto che collegava la reggia alle mura comunali e attraverso queste al castello.

    Notissimo è infine l'Erbario carrarese  (ora conservato a Londra presso la British Library) che si distacca dalla tradizione degli erbari medioevali per il realismo con cui sono state raffigurate le diverse specie botaniche. La fondazione dell'Orto Botanico di Padova (1545), aveva lo scopo di facilitare gli studenti nel riconoscimento delle vere piante medicinali dalle sofisticazioni. Dal 1997 è iscritto nel Patrimonio mondiale dell'UNESCO.

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