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    Le Piazze di Padova

    Questo percorso è una piacevole passeggiata che può essere interessante anche di sera, quando non tutti gli edifici sono visitabili. Si percorre il cuore della città in un'area quasi completamente pedonale, dove, oltre alle bellezze architettoniche, si susseguono le botteghe e i negozi, i ristoranti, le osterie dove sorseggiare gli ottimi vini doc locali e i caffé che, con la bella stagione, mettono i loro tavolini all'aperto.

    Si parte dalla storica piazza circondata di portici: Piazza dei Signori; teatro, nei giorni feriali, di un mercato molto vivace e nelle serate tiepide, punto di ritrovo per l'aperitivo. Lasciandoci l'Orologio alle spalle, sulla destra troviamo, l'inconfondibile colonnato della Loggia della Gran Guardia. Proseguendo sullo stesso lato della piazza, imbocchiamo la via di fianco alla Chiesa di S. Clemente e ci ritroviamo di fronte il lato ovest del Palazzo della Ragione, che vedremo in tutto il suo splendore una volta imboccata Piazza delle Erbe, dove, dal Medioevo, tutte le mattine, i venditori di frutta e verdura richiamano gli acquirenti con i tipici strilli: "Dòne, roba bóna!" , "Treviso, Chioggia, Verona e Castelfranco!", alludendo ai vari tipi di radicchio rosso d'inverno, "Pèrseghi e àmoi" se siamo in estate e il banco offre pesche e susine gialle.
    Il mercato continua sotto il Salone, cioè sotto gli archi che reggono l'enorme sala a volta unica del Palazzo della Ragione.  I banchi del Salone sono gli stessi fin dal '500 e la qualità dei prodotti offerti rende il passaggio per questo delizioso centro commerciale per palati fini, una tappa obbligata essendo, tra l'altro, il più antico mercato coperto d'Europa.

    Soddisfatti i sensi, passiamo in Piazza della Frutta dove il mercato continua e da lì, lasciandoci il Palazzo della Ragione alle spalle, giriamo verso destra e imbocchiamo Via Oberdan che ci porterà sul Listón, l'area della passeggiata di shopping e di incontri di tutti i padovani. Alla nostra destra possiamo vedere il Palazzo degli Anziani, il nucleo più antico degli edifici comunali, eretto nel 1285 e ampliato nel 1523, con il portico decorato dagli stemmi del podestà, Il Palazzo è sovrastato dalla Torre, costruita nel 1296 e abbassata nel 1939. In epoca medievale e rinascimentale la città aveva moltissime torri, che un tempo la sovrastavano, come dimostra, ad esempio l'affresco nella Cappella Belludi della Basilica del Santo.

    Arriviamo a Palazzo Moroni , sede del Comune. Esattamente di fronte il Palazzo del Bò, sede storica dell'Università. Alla sinistra, invece, il famosissimo "caffè senza porte", il Pedrocchi, teatro di tanta parte di vita padovana più recente e dove concedersi una gustosa pausa, circondati dalle bellezze di uno dei pochissimi caffè monumentali rimasti.
    Sempre seguendo il Listón, alla nostra destra si apre Piazza Cavour, con la Galleria Civica. Di fronte alla Piazza Cavour, sul lato sinistro del Listón, imbocchiamo Via S. Andrea, che ci porta all'omonima Chiesa di S. Andrea davanti alla quale troviamo la "Colonna della Gatta", con una delle famose Gatte, sulle quali si raccontano molte storie: chi le ritiene una presa in giro della mania veneziana di disseminare leoni ovunque, chi trofei di guerra.

    Sempre proseguendo per Via S. Andrea, arriviamo al “Quartiere Santa Lucia” e alla Casa di Ezzelino, che fu residenza di Ezzelino III da Romano, vicario di Federico II, la cui dinastia dominò sanguinosamente il Veneto Centrale nel XII secolo. L'edificio è un esempio di quella che era il Quartiere Santa Lucia, cresciuto nel Medioevo, prima del degrado e dell'abbattimento avvenuto in epoca Fascista, per lasciare il posto alla costruzione di Piazza Insurrezione, dei palazzi della Borsa, della Camera di Commercio e della zona circostante. Passando sotto l'arco del Palazzo, entriamo in Via S. Lucia, giriamo a sinistra e sulla destra incontriamo l'Oratorio di San Rocco e la chiesa da cui la via prende il nome.
    Proseguendo lungo la via, attraversiamo Via Dante e imbocchiamo la stretta viuzza che ci porta alla Chiesa di S. Nicolò, con la sua caratteristica piazzetta. Dando le spalle alla chiesa possiamo già intravedere il Teatro Verdi, opera dello Jappelli, nato alla fine del XVIII secolo, nel pieno della passione dell'Italia per il melodramma.

    Girando a destra in Corso Milano e torniamo verso Via Dante. La imbocchiamo a sinistra, verso Porta Molino. In epoca Carrarese qui si trovavano le scuderie della Reggia. Fino ai primi del '900 era chiamata Strà Maggiore, per la bellezza dei palazzi e perché è sempre stata una delle vie cardini della città, quella che portava da nord a sud. Lungo la via possiamo ancora vedere alcuni dei palazzi che le valsero la sua fama: una casa d'abitazione del 1383, sulla destra un palazzo del 1793 con la sua torre rimasta intatta dal medioevo: la probabile datazione al 1100 la rande la più antica torre della città.
    Sulla sinistra si incrocia la Chiesa di S. Agnese. Sconsacrata alla fine degli anni '20, risale al XII secolo. Il campanile rotondo che si erge sul fianco sinistro della chiesa è romanico e uno dei più antichi della città, il portale è del '500, mentre i fregi che lo ornano all'interno sono quattrocenteschi. Ora l'edificio è un'autorimessa. La zona di via S. Agnese era nota per le case chiuse, da cui l'espressione "andare a S. Agnese".
    Ancora sulla destra il casino Fasolo precede il quattro-cinquecentesco palazzo Cittadella-Vigodarzere, appartenuto ad una delle famiglie più potenti della città.
    Si arriva alla Porta e al Ponte Molino, superati i quali arriviamo a Piazza Petrarca dove troneggia la Basilica della Madonna del Carmine.
    Da qui è facile raggiungere i parcheggi utilizzando il bus Diretto Piazze dalle fermate in Via Dante o ripercorrere la via fino al punto di partenza in Piazza dei Signori.

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