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    Itinerario gustoso

    Questo che proponiamo è un itinerario tra shopping, arte ed enogastronomia, per gustare la città in tutti i suoi aspetti!

    Si parte da Via Roma, in centro città. Quasi alla fine della via, sulla sinistra, troviamo l'imbocco di via Soncin che ci porta all'interno dell'antico Ghetto, che raccoglie negozietti particolari e bar dove gustare i tradizionali "spuncioni", piccole porzioni di specialità da aperitivo, così chiamati perché, per non sporcarsi le mani, erano infilzati da stuzzicadenti (spuncioni o spunciotti, da "spunciare", pungere).

    Al termine della via ci ritroviamo in piazza Duomo e da qui, se resistiamo alla tentazione di una sosta in uno dei caffè o dei negozi, a destra, arriviamo in piazza dei Signori. Questa è una delle tre piazze che ospitano il mercato giornaliero: qui si possono comprare abbigliamento, accessori e piccoli oggetti, in piazza delle Erbe frutta e verdura, mentre in piazza della Frutta un misto dei due. Questo mercato, anzi, questi quattro mercati, se aggiungiamo i banchi sotto il Salone (cioè nelle gallerie al piano terra del Palazzo della Ragione) che meritano un discorso a parte, ha una storia antichissima.

    Tradizionalmente i banchi erano, fin dal medioevo l'unica attività permessa alle donne, purché il banco fosse intestato ad un uomo della famiglia. Quindi i mercati delle Piazze sono sempre stati caratterizzati da figure femminili.
    I banchi erano conosciuti con i nomi delle donne che li gestivano, i richiami avevano voci squillanti ed erano rivolti alle donne che facevano la spesa esibendo la competenza di chi poi, a casa, doveva sfamare la famiglia tanto quanto le acquirenti.

    Dalle Piazze al Listón il clima cambia completamente, dai banchi allegri e veraci, ai negozi eleganti della via pedonale che va dal Cantón del Gallo ("Angolo del gallo", l'incrocio tra via San Francesco, via San Canziano, via Roma e via VIII Febbraio) a piazza Garibaldi, nella zona in cui, in epoca romana, si estendevano le terme e il foro.

    A ricordo della grandiosità del colonnato che lo caratterizzava, al centro di piazza Garibaldi si può vedere la Colonna della Madonna dei Noli, dal nome della statua posta alla sua sommità. La colonna è stata realizzata in pietra calcarea di Aurisina, del Carso Triestino, arrivata fin qui attraverso le numerose vie d'acqua che hanno sempre attraversato la città.

    Ma prima di arrivare in piazza Garibaldi, notiamo di fianco al Caffè Pedrocchi, piazzetta della Garzeria così chiamata, dal complesso di edifici che si chiamava Garzeria o Garzerie Nuove, dove si lavorava la lana delle pregiate "pecore gentili terriere".

    La lapide in via Cesare Battisti, con inciso un agnello, segnava il confine della sede dell'Università della lana, famosa in tutta Europa in epoca Carrarese, dotata di laboratorio e "fontico", la fabbrica, demolita nel 1926.
    Nella stessa piazza, nel posto ora occupato da un supermercato, c'era il popolarissimo teatro Garibaldi, in legno, costruito su iniziativa di Luigi Duse, nonno di Eleonora, che qui metteva in scena commedie con protagonista il famoso personaggio dialettale di Giacometo Spàsemi.

    Al termine del Listón, alla nostra destra, notiamo Porta Altinate che si apre sul Borgo omonimo: via Eremitani, via Zabarella, via Altinate  e tutte le vie che la congiungono con via San Francesco e determinano Contrada Antenore offrono un'altra direttrice di shopping. La zona pedonale del Listón continua oltre piazza Garibaldi diventando via San Fermo, dove si concentrano molti grandi marchi del lusso.

    È molto difficile circoscrivere l'offerta di prodotti di qualità e delle delizie enogastronomiche del territorio a queste poche vie: ogni strada del centro nasconde almeno una bottega, ogni quartiere accoglie mercati, artigiani e negozi che meritano di essere scoperti.

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