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    Da Padova a Selvazzano lungo il Bacchiglione

    Abstract di Da Caracalla al Colosseo

    Il Bacchiglione costituiva l'antica via fluviale tra Vicenza e Padova.

    Il fiume nasce dal concorso di brevi torrenti prealpini e da acque risorgive; bagna la città di Vicenza prosegue per Montegalda e Trambacche, sede di antichi castelli, supera il Castello di San Martino, arriva a Creola e, dopo Tencarola di Selvazzano, alle porte di Padova, si arrichisce delle acque provenienti dal Canale Brentella.

    All'ingresso di Padova in parte entra nella città e in parte devia per il Canale Battaglia, canale artificiale lungo 18 km, scavato dai Padovani nel XII° secolo per collegare Padova a Monselice e al sistema d'acque della Bassa Padovana.

    Oggi, il tratto del fiume navigabile da Padova fino a Creola costituisce un suggestivo percorso fluviale naturalistico.

    Non lontano dal corso d'acqua, si erge il Castello di San Martino, oggi sede del Museo del Bacchiglione.

    Partendo dal Bassanello, antico borgo padovano di barcaioli, la navigazione procede nel verde superando le cavane della Rari Nantes, della Canottieri  ed altre società remiere padovane per addentrasi in un percorso ombroso di verde lussoreggiante ed intricata vegetazione.

    Superato il punto di confluenza con il Canale Brentella il battello procede lento, spesso accompagnato da allegre brigate di canoisti e vogatori, arrivando così a Tencarola, sede di un antico mulino e di un porto fluviale adibito un tempo al carico del pietrame e dei prodotti dei Colli Euganei.

    Ci si addentra poi in un percorso meandriforme composto da serrate anse fluviali e rive folte di salici, pioppi, platani ed ontani. Tra il verde, romantici e pregevoli campanili di antiche Pievi, come quella di S. Michele di Selvazzano Dentro, ricordano la presenza dell'uomo. Una breve passeggiata o una pedalata nella piana collinare permette di raggiungere la splendida villa veneta di Montecchia e i resti del castello dei Capodilista e più a monte il Museo del Bacchiglione, dove si conservano alcune piroghe di epoca tardo-romana e testimonianze della civiltà dei fiumi.

    La possibilità di gustare l'ottimo vino dei Colli, unito ai sapori della cucina locale rendono gradevole e ricercato questo percorso.

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